Anteprima scaricabile in pdf dal libro “Il Coraggio delle Emozioni”

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Daniele Trevisani il Coraggio delle Emozioni – 1796.302 inizio del libro Daniele Trevisani il Coraggio delle Emozioni – anteprima del libro

copertina Libro Il Coraggio delle Emozioni

Sul Metodo HPM per lo sviluppo del Potenziale Umano, Crescita Personale e Organizzativa

I fondamenti del Metodo

  1. Una persona senza corpo non può fare niente. Ma anche senza motivazione, non potrà fare niente.
  2. Se anche hai un corpo che funziona perfettamente e la voglia di fare cose incredibili, devi avere un “saper fare”. In caso contrario, i tuoi sogni rimarranno sempre nel cassetto.
  3. E se non hai sogni, ideali, volontà di lasciare un contributo al mondo, nemmeno la tua vita ha alcun valore.
  4. Tutte le tue energie sono collegate tra di loro.
  5. La tua capacità di arrivare al tuo pieno potenziale, dipende da come riesci a capire la connessione tra tutti questi strati del tuo essere e come funzionano in te, come creatura specifica che ha dinamiche uniche, irripetibili, diversa dalle altre nel come attiva la connessione tra queste celle di energia interna.

Le nostre energie umane sono in realtà racchiuse “Celle Energetiche”
Sono strati e sistemi enormemente diversi. Iniziano dal corpo fisico, dalle energie di ogni singola cellula, e arrivano agli ideali astratti e più elevati.
Tutta questa complessità è un dono immenso se lo saprai cogliere, ti serve solo di voler veramente lavorare su te stesso, sulle tue capacità.

  • L’efficienza non è un concetto astratto. Si tratta di pura energia in azione. Si tratta di pura focalizzazione del pensiero sulle priorità.
  • Ma efficienza e performance, senza benessere, non valgono a nulla.

A cosa serve vincere una gara per morire appena tagliato il traguardo. A cosa serve per una azienda essere “profitabile”, generare profitti, se semina dolore? A cosa serve una grande carriera se i tuoi rapporti umani sono inesistenti o miserabili? A cosa serve un bel corpo in una mente stupida o priva di valori? A cosa serve avere grandissimi ideali e valori se poi non sappiamo trasformarne almeno una piccola, piccola parte, in qualcosa di concreto che lasci un segno nel mondo?

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  • dal volume Self Power, di Daniele Trevisani (Copyright)

Lo schema a sei celle del metodo HPM espone un possibile schema di riferimento. Il lavoro sulle sei variabili primarie permette di amplificare il potenziale personale, conseguire performance, ricercare un funzionamento ottimale (Optimal Functioning), stimolare un ricentraggio delle proprie attività, degli stili di vita e di relazione, dello stile di pensiero e di azione.

metodo HPM Dr. Daniele Trevisani

Ciascuno di questi macrouniversi contiene intere costellazioni, sistemi e mondi da esplorare.

Trovando i giusti livelli di attenzione, sapendo dove è possibile intervenire, lo sviluppo personale diventa un fatto perseguibile, non più solo un sogno o un desiderio.

Si è trattato e ancora si tratta di un “viaggio” di scoperta ed analisi, in un campo di studi sterminato.

Trattando un tema di frontiera, ampio, multidisciplinare, le fonti devono necessariamente essere altrettanto variegate. Ogni singola esperienza, di ogni uomo, è fonte di conoscenza.

Ogni pensatore del passato o del presente può darci un contributo. Ogni singola anima può contenere spirito vitale, e portare contributi.

 

Sei miliardi di persone al mondo, 6 miliardi di anime, ma a volte ne basta 1 sola.

Dal film: “One tree hill”

 

Un viaggio che riguarda anche te

Man mano che gli studi aumentano e l’analisi di casi concreti sul tema delle performance avanza, si fa più forte l’evidenza che il “viaggio” nella psicologia delle performance non riguarda solo le élite, i campioni, le aziende leader, i manager di alto livello, ma ha implicazioni in ogni processo di crescita della persona, in ogni attività umana. La performance comprende una sfida piccola o grande, sia sportiva che manageriale, o di vita, e in ogni forma di scoperta o avventura umana. Per cui, che tu sia un campione o ti stia addentrando in un nuovo ramo della vita, ti riguarda.

I suggerimenti degli esperti e dei praticanti, in ogni campo, se osservati bene e ripresi nella vita quotidiana, possono insegnare molto anche fuori dalle competizioni. Ci insegnano un approccio che va ben fuori dalle gare o degli impegni massimali e tocca la vita stessa.

È utile saper “estrarre” le conoscenze, farne un distillato, ed utilizzare queste pozioni alchemiche ovunque siano utili e produttive. Le indicazioni che arrivano da una certa disciplina possono andare ben oltre la fonte originaria, e dobbiamo chiederci come renderle utili e produttive anche in altri campi.

Ad esempio, se prendiamo lo sport della corsa di resistenza, e riusciamo a chiarirne alcune dinamiche psicologiche, possiamo applicarne il distillato anche ad altre aree che richiedono resistenza, come il lavoro manageriale, o l’essere genitori.

In campo atletico, Massini, ad esempio, osserva come nella preparazione dei corridori esista un training psicologico, un allenamento che aiuti a saper perseverare, tenere il ritmo e non mollare durante la propria preparazione[1]. La dottrina militare, similmente parla del Battle Rythm come una cadenza di attività indispensabili per tenere sotto pressione il nemico.

In sostanza, saper gestire una fase di stress anziché venirne schiacciati.

Per l’atleta vengono predisposte fasi di allenamento che cercano di far crescere le persone su questo piano.

Se prendiamo altre discipline, come le arti marziali, possiamo ricavarne molto: la sacralità di un allenamento al di la del fattore fisico, il bisogno di condurre uno stile di vita coerente con i propri obiettivi, la necessità di avere test di realtà (combattimenti realistici), sapere affrontare la propria preparazione con un lavoro variegato, variarne le modalità e le intensità, ma soprattutto trovare una soddisfazione intrinseca in ogni allenamento.

Viene da chiedersi quanta utilità potrebbe esserci nell’applicare queste ed altre tecniche di coaching anche nelle aziende. E non solo, quanto sia veramente indispensabile allenare e coltivare le capacità di apprendere, in ogni persona, anche e soprattutto fuori dallo sport, dalla tenera età in avanti.

Tra le diverse discipline che si occupano di crescita e sviluppo, le contaminazioni possibili sono molte, e non vanno solo dallo sport verso le imprese, ma possono anche compiere il viaggio inverso. Ad esempio, le tecniche proposte dalla formazione di tipo esperienziale (Experiential Learning) offrono eccezionali strumenti per rendere un allenamento sportivo più coinvolgente e produttivo, e per creare atleti e praticanti più consapevoli e motivati.

Una delle tecniche di base dell’Experiential Learning aziendale (la formazione aziendale di tipo attivo ed esperienziale) è data dal ciclo briefing-attività-debriefing, il che significa:

Spiego cosa andremo a fare e perché, su quali aree di capacità andremo a lavorare oggi.

Lavoriamo e ci alleniamo.

Dopo aver lavorato, riflettiamo sull’esperienza appena svolta, sulle difficoltà incontrate, sugli insegnamenti che ho tratto oggi, su quello che non è andato bene, su cosa invece ha funzionato ed è stato utile.

Si tratta di un ciclo basilare in tre fasi, che potrebbe essere utilizzato in numerosissime attività sportive, soprattutto nei settori giovanili, con un enorme beneficio. Purtroppo, questo succede molto raramente.

I diversi mondi delle performance – sport, management, scuola/università, forze di sicurezza, ricerca – raramente dialogano tra loro e si scambiano esperienze di successo.

Quando il dialogo si interrompe, quando si crea stasi, vi sono solo due possibilità: una positiva, la meditazione o riflessione positiva, ed una negativa, la depressione. In questo senso dobbiamo ricordare che il semplice fatto di essere impegnati in un percorso di miglioramento è di valore in quanto azione positiva.

 

L’uomo è nato per l’azione,

come il fuoco tende verso l’alto e la pietra verso il basso.

Non essere occupato e non esistere è per l’uomo la stessa cosa.

Voltaire

 

La forza della preparazione

Mick, in campo aziendale, osserva il bisogno di coltivare maggiormente le doti di saggezza manageriale, anziché riempire i manager di skills e concetti che poi verrebbero applicati male o senza coscienza[2]. Anche questo contributo va ben oltre l’azienda e si estende alla vita di ogni organizzazione o team.

La cultura in se non serve a niente se non viene messa al servizio di qualcosa di importante.

Come si osserva in questo dialogo di Thomas Henry Huxley, siamo sempre al servizio di qualcosa, per cui è bene decidere cosa merita e cosa no:

 

– Vescovo anglicano di Oxford: Ma è da parte di padre o di madre che voi discendete dalla scimmia?

– Huxley: Preferisco discendere da una scimmia che da un uomo di cultura che ha prostituito il sapere al servizio del pregiudizio e della falsità.

[1] Massini, Fulvio (2008). Hard Run. I suggerimenti del coach per atleti d’alto livello. In: Runner’s World, gennaio 2008, p. 32.

[2] Mick, David & Thomas Bateman (2006), The Ultimate Virtue. Article Proposal for the Harvard Business Review, Version: 15 February 2006. McIntire School of Commerce, University of Virginia.

Per chi vuole approfondire, la bibiliografia fondamentale è la seguente:

Daniele Trevisani’s Books

Corporate Competitiveness Corporate, Personal and Organizational Competitiveness  Tools for the Development and Creation of Value

Franco Angeli Publisher, Milan, 2000.

Psychology of Marketing and Communication

Psychology of Marketing & Communication Buyer’s Impulses, Persuasion Tools, New Strategies for Communication and Management

Franco Angeli Publisher, Milan, 2002.

Buying Behavior & Strategic Communication From the Analysis of Consumer Behavior to Communication Management  

Franco Angeli Publisher, Milan, 2003.

Intercultural Negotiation: Communication beyond cultural barriersFrom internal relations to international negotiations

Franco Angeli Publisher, Milan. 2005.

Link ai contenuti del volume Regie di Cambiamento. Approcci integrati alle risorse umane, allo sviluppo personale e organizzativo, e al coaching The Change Director Integrated approaches to human resources, personal and organizational development, and coaching

Franco Angeli Publisher, Milan, 2007. (240 pages.)

Daniele Trevisani - Human Potential - Book Human Potential  Methods and techniques for human performance coaching and training

Franco Angeli Publisher, Milan, 2009. (240 pages).

Strategic Selling
Psychology and Communication for Consultative Selling and Complex Negotiations
Franco Angeli Publisher, Milano, 2011. (280 pages)
Personal Energy A map for the Empowerment of Mental Energies

Franco Angeli Publisher, Milano, 2013. (100 pages)

Self-Power Psychologies of motivation and performance

Franco Angeli Publisher, Milano, 2014. (176 pages)

The Courage of Emotions Energies for Life, Communication and Personal Growth

Franco Angeli Publisher, Milano, 2015. (135 pages)

Astronaut Luca Parmitano about Fear and other Demons (with video of his near death accident in Extra-Vehiculal Space Walk)

Fear and other demons

Credit NASA

(Interview to Luca Parmitano). One of the questions I am often asked is: “Are you astronauts ever afraid?” It is a question that always surprises me and I find it difficult to answer the question in just a few words.

The temptation to answer simply “no” is great, everyone would breathe a sigh of relief and go on knowing that there are out of the ordinary men and women in the world who work without fear: astronauts. But super humans do not exist – and it is better this way.

My humble opinion is that only fools say they are never afraid – and they are lying when they say it. Fear is a series of sensations, a primordial mechanism that has developed over millennia of evolution to preserve our lives. It would be a waste not to use such a tool. But like any tool, it can be used well or badly: a scalpel, in the expert hands of a surgeon, can save a life while the same scalpel can be lethal when used without skill and knowledge.

Similarly, fear has a physiological effect that can be used to respond better in critical situations. Our heart rate increases, bringing more blood flow to the muscles, making them ready to react. The adrenaline released makes us stronger and less sensitive to pain and fatigue. Fear is a form of stress that can be channelled to bring our performance to its peak, a form of positive stress called ‘eustress’. The important thing is not to enter distress or panic, which immobilizes people and makes us unable to respond in critical situations.

Credit Aeronautica Militare

The best way to learn how to manage fear is preparation, training and study. In the end, it is what we do not know that scares us. On an orbital or suborbital flight the best way to eliminate fear is to know your aircraft and procedures the best you can. Gaining experience is the indispensable and irreplaceable way to handle situations for which we are not trained. It is impossible, and not always useful, to anticipate all scenarios.

A military or civilian pilot knows that flying is risky. The probability of something serious happening is very low, but the consequences can be disastrous. The pilots’ task and the teams working behind them is to minimize this risk. The same applies to any other working environment, including in aerospace. If I think back to some of the riskiest moments in my life, I realise that fear is a feeling that lies quietly without disturbing me: during my launch, my concentration was focused on the procedures and tools. During my spacewalks, my attention was absorbed by the experience itself. In both cases everything was enhanced by the trust I have in science and the engineers that build the machines we use and the teams of men and women who, from afar, support us to form a formidable ‘tetragon team’.

Luca familyOther questions I am asked that require complex answers concern my family. More importantly to being an astronaut and an officer in the air force, I am a son, a husband and a father. Somewhere on Earth flowing below us at 28 000km/h, there is a mother whose heart throbbed with each take-off and landing and a father with stoic strength whose smile hides his concern. My wife did not choose my job but deals with the daily issues of life and always appears with a serene face with two girls who still cannot understand why their daddy does not come home every night like their friends’ dads. I am aware of that. Thinking of my fellow pilots in the air force, everyday heroes running missions all over the world, puts myself in perspective and I realise how privileged I am. Compared to their sacrifice, my efforts are insignificant but necessary. It is my tribute to those pilots, working away from home and family, carry out their duty, in foreign countries under many horrors and other demons, without asking for anything in return, not even gratitude from their country.

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Note of the blogger. Very few people know that the Astronaut Luca Parmitano faced death during a Space-Walk (Extra vehicular activity) in which water filled his helmet at the point of not being able to breathe anymore. He nearly drowned in space!

Her are some videos that show what happened