La Compensazione Simbolica (recensione del volume)

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Il libro “La Compensazione Simbolica” di Giorgio Mambretti (Uno Editori) scritto in collaborazione con il centro “CRIDOMH” (Centro di Ricerche Indipendenti Dell’Origine delle Miserie Umane) è arrivato dopo una serie di studi effettuati dall’autore sulle cause dell’evoluzione delle diverse patologie, attraverso lo studio della medicina alternativa conosciuta come Nuova Medicina Germanica, fondata dal medico tedesco Ryke Geerd Hamer (nel 1999 la pubblicazione del suo primo libro “La medicina Sottosopra” dedicato proprio a questo argomento specifico).

Secondo Mambretti non esiste una “medicina alternativa” bensì approcci diversi ai problemi dei malati: la medicina ufficiale si occupa dei sintomi per studiarne i meccanismi, altre discipline, come l’agopuntura, l’omeopatia ecc…studiano gli scompensi energetici della persona, il “terreno della persona” e molti altri aspetti che la compongono e ne fanno parte attiva che non possono essere trascurati; lui stesso riferisce in un’intervista che ha sviluppato un approccio esplorativo verso la malattia, con uno sguardo e una curiosità diversa, chiedendosi perché un sintomo compare in un determinato momento della vita di una persona e non in un altro.

Secondo l’autore, l’apparizione di un sintomo non ha niente a che vedere con il “caso”, ma ha una causa e un senso ben preciso.

Questo concetto offre una conferma fondamentale alla base della psicosomatica.

L’ipotesi che la malattia abbia dunque una base psicosomatica con una prima fase psico-cerebrale ed una seconda fase biologica che produce il sintomo è fondamentale per capire come intervenire, curare e prevenire.

Nel libro l’autore riporta molti “casi esempio” di varie situazioni accomunate da una “simbologia” che scaturisce come compensazione di fatti accaduti e non metabolizzati, per fare capire al lettore questa sorta di “compensazione simbolica”, come dice il titolo stesso, per comprendere le dinamiche dei fatti e delle conseguenze che ne derivano.

Il linro è diviso in 3 “Quaderni”:

  • 1) nel primo viene descritto “il cervello strategico”, praticamente vengono illustrate le zone del cervello che regolano l’equilibrio psicosomatico dell’individuo e la correlazione di queste zone con le aree del corpo dove si sviluppano le malattie ed il vissuto emotivo che precede l’apparizione della patologia;
  • 2) nel secondo Quaderno l’autore entra nel meccanismo operativo della compensazione simbolica nelle sue diverse forme, nelle quali possiamo riconoscerla, poiché in ogni situazione spiacevole il cervello strategico attua una compensazione che fa da “contrappeso” per ritrovare il proprio equilibrio;
  • 3) il terzo Quaderno è dedicato completamente alle compensazioni simboliche “organiche”, cioè che avvengono nel nostro corpo quando si manifesta una malattia.

Il libro affronta un nuovo modo di interpretare alcune dinamiche che ci accadono, imparando ad ascoltarsi meglio ed andando a fondo alle problematiche personali che magari in un primo momento si vorrebbero solo mettere da parte e dimenticare, non pensando che poi, se non vengono risolte, verranno compensate in qualche altro modo.

Per chi si approccia per la prima volta a questi concetti, il libro, risulterà entusiasmante, promettente, curioso, a seconda di come viene recepito, ciò che conta è la sua capacità di lasciare molte porte aperte e curiosità.

Per chi ha già dimestichezza con altri scritti, come ad esempio quelli di metamedicina di C. Rainville, la terapia verbale della Dott.ssa Mereu, ed altri approcci di terapie complementari, si tratta di una visione comprensibile e di nuovi interessanti spunti per comprendere meglio determinati segnali e l’aspetto secondo il quale verrebbero compensati con diverse modalità a livello inconscio.

Le ripercussioni operative sono importanti. Secondo il ricercatore Daniele Trevisani,

Il paziente viene quindi trattato da una sola angolazione, mentre il problema andava aggredito con una sinergia di strumenti diversi. Ancora una volta, l’obiettivo che ci si pone dipende dalla conoscenza degli strumenti, e viceversa la conoscenza di nuovi strumenti permette di vedere nuovi obiettivi. Se il medico possedesse skills di medicina psicosomatica, probabilmente la sua prescrizione sarebbe diversa, più sinergica tra intervento biochimico e intervento sullo stile di vita del paziente. Gli interventi multi-strumento e il “fuoco incrociato” permettono di affrontare meglio le situazioni complesse.

Dobbiamo decidere se amare lo strumento o amare il cliente, adottare strumenti o prendere in carico il cliente. La presa in carico del cliente o la presa in carico del problema deve essere la preoccupazione morale. L’acquisizione degli strumenti diventa la preoccupazione professionale (Trevisani, 2005, Regie di Cambiamento)

Nel corso dei millenni, la figura del medico si mantiene, sostanzialmente, collegata a quella del saggio, del sacerdote. Oggi la figura del medico è scissa da quella dello psicologo, ma arriverà probabilmente una necessaria congiunzione. La medicina pitagorica, aveva già ricercato le analogie tra l’uomo e l’universo, tra il microcosmo e il macrocosmo e aveva concepito la malattia come una rottura dell’equilibrio dell’organismo, come una sorta di “perduta armonia” tra queste due forze. Questo libro ci offre nuovi spunti per recuperare questa dimensione perduta.

Recensione a cura di:

Liza Zanella, Scuola di Coaching Step www.stepconsapevole.it

Archetipi – Bibliografia sulla Psicologia degli Archetipi

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Il filo di paglia, il tizzone e il fagiolo. Differenze e costanze archetipiche in diverse culture
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La maschera inevitabile. Attualità dell’archetipo della maschera
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Miti e archetipi. Vol. 2
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Nel profondo dell’anima. La dimensione archetipica del sè
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Parola & psiche. Saggio per un collegamento fra gli indirizzi linguistico e archetipico in psicodinamica
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Processi archetipici in psicoterapia
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La psiche e gli archetipi dello spirito
2003, Moretti & Vitali
€ 17,00

Sette archetipi per il quarto millennio. Psicoanalisi, simboli, scultura
Tranchina Paolo, Arcuri Luigi, 1994, Centro Documentazione Pistoia
€ 2,58

Strutture antropologiche dell’immaginario. Introduzione all’archetipologia generale
Durand Gilbert, 2009, Dedalo
€ 22,00

Franz Falanga, a Proposito della Comunicazione (categoria: comunicazione politica)

Un libro interessante per riflettere sui linguaggi della comunicazione, al di la e oltre la politica. L’efficacia della comunicazione è correlata alla capacità di individuare i linguaggi efficaci, e questo vale per ogni target audience: aziendale, politica, sociale.

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Falanga sembra concentrarsi in particolare su una visione critica della comunicazione “di sinistra”, con una prospettiva di critica interna, fatta appunto “da sinistra” (ma il lettore potrà giudicare di persona le posizioni politiche espresse, disinguendole dalla analisi dei meccanismi comunicativi).

L’autore individua correttamente diversi errori comunicazionali, ad esempio, secondo l’autore la comunicazione di sinistra entra in difficoltà non appena viene accusata di “fare un comizio” (p. 71), tende ad andare fuori tema, ad uscire dalla pista comunicazionale, e “finire nell’angolo”. Il problema, come fa notare l’autore, non è tanto il “fare il comizio”, quanto la fierezza e l’orgoglio nel perseguire le proprie posizioni. La parola “comizio” ha subito negli ultimi anni una rivoluzione linguistica, che la ha portata da momento nobile di esposizione fiera delle proprie idee, a momento di percepita falsità e tentativo di manipolazione. Questo e altri meccanismi, se non smontati, rischiano di creare trappole e tranelli comunicativi.

L’autore ragiona inoltre su alcuni sottilissimi meccanismi conversazionali che avvengono nel dialogo politico, altrettanto venefici se non compresi. Ad esempio (p, 75), nelle trasmissioni televisive di dibattito politico, quando un esponente chiama l’esponente avverso”fratello mio”, questa mossa conversazionale può connotare intenzioni di non belligeranza e amicizia, ma finisce per trasmettere una sottile percezione di inferiorità dell’altro (si tratta infatti di un messaggio che in analisi transazionale verrebbe chiamato “top-down”, dall’alto al basso, da genitore a bambino).

E, molto spesso, l’incontro o dibattito televisivo tra personaggi di centro-destra e di centro-sinistra tende a trasformarsi in un incontro tra linguaggi semplificati e più comprensibili, contro linguaggi più intellettuali e meno comprensibili.

Queste e numerose altre riflessioni sono riassunte in 30 concetti chiave, con passaggi ben articolati, che, a mio parere, costituiscono spunti di riflessione interessanti sia per la comunicazione politica (di ogni schieramento) che per la comunicazione persuasiva (problema chiave in ogni operazione aziendale).

La conclusione di questo discorso ruota attorno alla “persona”. Ci riporta al bisogno di formazione e di lavoro sulle identità dei comunicatori (come espone l’autore nel principio 28: “riaddestrarsi alla fierezza, convincersi su basi oggettiva della prporia fierezza, esercitarla senza mezze misure).

Il mio parere di professionista, nel leggere le riflessioni di Falanga, non fa che confermare un dato: la comunicazione è una disciplina, e chi ne fa una professione non può sfuggire. Per aumentare le capacità di comunicazione serve consapevolezza e training, una capacità indispensabile in un teatro bellico-comunicazionale in cui, mai come ora, le competenze personali “forano” gli schermi e convincono, e le incompetenze ed indecisioni personali devastano in pochi secondi qualsiasi idea, magari in se intrinsecamente buona, quando mal comunicata.