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- La competitività aziendale dipende dalla capacità di:
- capire i costi totali di separazione connessi all'acquisto (costi
monetari + costi psicologici percepiti o latenti) e saperli ridurre
tramite la comunicazione;
- sviluppare comunicazione efficace in grado di esaltare l'intensità dei
rientri totali (funzionali e psicologici), sapendo inserire valore
psicologico nel pacchetto di offerta;
- sviluppare comunicazione efficace relativa al bilancio totale
dell'operazione di acquisto, in cui i rientri totali percepiti
(funzionali e psicologici) superino i costi totali percepiti (economici
e psicologici).
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- La competitività è correlata alla capacità di creare offerte in cui sia
presente elevato valore percepito (anticipatorio, omeostatico,
risolutivo). Il valore del prodotto sarà tanto maggiore quanto più il
prodotto è in grado di intervenire sulle leve di valore (anticipatorie,
omeostatiche, risolutive), e quanto più riesce ad incidere in profondità
su tali leve.
- Il valore può essere percepito consapevolmente, o provenire da moventi
subconsci o inconsci. I motivi che creano valore sono spesso sconosciuti
al soggetto stesso.
- L’analisi del valore temporale deve essere determinata con il
coinvolgimento del soggetto e utilizzando tecniche di analisi multipla:
brainstorming, osservazione partecipante, in-depth interview, focus
group, content-analysis, esperimenti fattoriali, tecniche introspettive
ed empatiche, in grado di far luce sulla psicologia del cliente
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- La competitività dipende dalla capacità aziendale di curare gli aspetti
percettivi del prodotto/servizio, realizzando qualità percepibile dal
consumatore.
- L'azienda deve comprendere quali elementi sono esposti alla valutazione
del cliente. La realizzazione della qualità percepibile dipende da una
corretta analisi della linea di visibilità e linea di percettività
dell’organizzazione e del prodotto, unita all’analisi dei meccanismi,
dinamiche e filtri percettivi, di fruizione e valutazione.
- Il coinvolgimento del cliente (a livello progettuale e di miglioramento)
nelle fasi di ricerca è indispensabile alla progettazione delle
soluzioni ad esso destinate
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- Ogni elemento del prodotto e dell'azienda assume impatto sul cliente in
funzione di quanto è esposto al contatto con esso, lungo tutti i
possibili sensi della percezione.
- La competitività dipende dalla capacità di identificare e gestire gli
elementi che assumono carico comunicazionale, sia fisici (oggetti,
ambienti) che relazionali (persone).
- Gli elementi di disturbo devono essere rimossi o modificati.
- L'identificazione delle priorità di intervento dipende dal coefficiente
di carico comunicazionale di ciascun elemento (peso o incidenza sulla
immagine e valutazione complessiva), da determinare con metodologia di
indagine qualitativa e quantitativa
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- La comunicazione strategica richiede l’attivazione di percorsi e
strategie diversificate in funzione dei diversi target.
- La comunicazione deve essere tarata in base alla struttura di
atteggiamenti esistente nel soggetto ricevente.
- La necessità di diversificazione della strategia cresce all'aumentare
della divergenza/differenza tra soggetti e gruppi sui quali si vuole
agire.
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- Azioni di comunicazione che hanno come target un gruppo composito di
soggetti dovranno basarsi su bisogni e caratteristiche che costituiscono
un minimo comun denominatore tra i soggetti membri del gruppo (valori
condivisi, atteggiamenti condivisi, passati condivisi).
- Al crescere della variabilità interna del gruppo diminuisce la
probabilità di trovare modelli validi ed efficaci per tutti i soggetti,
e quindi aumenta la necessità di sviluppare strategie comunicative
diversificate.
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- Ogni acquisto o cambiamento è influenzato dagli schemi cognitivi
preesistenti.
- Gli schemi cognitivi agiscono in background nel cliente, a livello
subconscio e inconscio.
- L’acquisto di innovazione o il cambiamento comportamentale richiede la
presa di coscienza nel soggetto (cliente o buyer) che gli schemi
utilizzati precedentemente non sono più adeguati a fronteggiare i
bisogni, gli scenari, i nuovi obiettivi o traguardi.
- Il venditore o consulente può fungere da elemento in grado di scardinare
gli schemi preesistenti, tramite tecniche che generano riflessione
profonda nel cliente,
rivisitazione e presa di coscienza di schemi cognitivi errati.
- L’atto di acquisto di prodotti e servizi innovativi - non rientranti negli schemi
preesistenti, o distanti concettualmente dal cliente - deve essere
preceduto dalla rottura degli equilibri preesistenti (presa di coscienza).
- La presa di coscienza che gli equilibri preesistenti non sono più
adeguati apre la strada all’inserimento di nuovi comportamenti e
atteggiamenti di acquisto, nei quali i prodotti/servizi innovativi
possono trovare spazi e fungere da elementi riequilibratori
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- La potenza psicologica del prodotto/marchio dipende dal grado di
posizionamento sui fattori valutazione, potenza e attività, dall'estremo
negativo (lento, debole, spregevole) all'estremo positivo (dinamico,
forte, desiderabile).
- Al crescere della potenza psicologica del prodotto si riduce la
sensibilità al prezzo
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- Quanto più l'azienda riesce a differenziarsi e a costituire
posizionamento di immagine e valore simbolico/associativo nel
marchio/prodotto, tanto maggiori sono le possibilità che il prodotto
assuma un valore addizionale -
quello di elemento di unione tra soggetti - rispetto al semplice valore d'uso.
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- Gli effetti pragmatici (vendite, reazioni del mercato) derivano dalla
capacità di definire le componenti sintattiche del prodotto (forme,
strutture, e caratteristiche) e le componenti semantiche (valenze
culturali e valoriali, simbolismi ed associazioni).
- Il valore del prodotto aumenta al crescere della carica simbolica che
esso assume
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- La competitività dipende dalla capacità aziendale di creare valore
percepito nella propria offerta, sviluppando - singolarmente o
addittivamente - le proprietà del prodotto relative ad uno o più bisogni
sottostanti per il fruitore (bisogni di sopravvivenza, di sicurezza,
ambientali, sociali e di immagine,
di autorealizzazione e Self-Image);
- Il valore dipende da:
- (1) numero di categorie intaccate dal prodotto per
- (2) efficacia di intervento sulla specifica categoria, per
- (3) l’importanza o peso che il soggetto attribuisce alla specifica
categoria intaccata (priorità soggettiva).
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- La competitività dipende dalla capacità del venditore nel:
- rilevare come il cliente assegna risorse e crea budget mentali
(comprendere le strutture cognitive e gli accounts mentali del cliente
al quale si trova di fronte);
- rilevare i fenomeni di distorsione nei budget (underconsumption,
overconsumption, presenza di accounts errati, mancanza di accounts
necessari);
- contribuire alla presa di consapevolezza nel cliente della necessità di
modificare non solo i propri acquisti, ma anche i propri accounts
mentali se egli vuole conseguire nuovi risultati.
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- La competitività dipende dall'identificazione di quali siano le
pressioni ambientali, le variabili di input che stanno agendo sul
mercato e sul singolo cliente
- Richiede la comprensione di come le caratteristiche del consumatore
(culturali, sociali, emotive, bisogni manifesti e latenti, struttura
attuale dei budget mentali) incideranno sulle sue modalità di
trattamento dell'informazione (elaborazione interna);
- Richiede la previsione delle possibili risposte (riallocazione dei
budget mentali output comportamentali), per capire quali forme di input
possano avere maggiore probabilità di successo.
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- La competitività richiede la considerazione della concorrenza come
ogni potenziale forma di
soluzione che porta alla soddisfazione del Bisogno Sottostante Servito.
- La competitività dipende dall'identificazione di tutti i livelli
possibili di concorrenza reale (di prodotto, di categoria e di
desiderio), incluse le soluzioni alternative ed innovative con le quali
il consumatore possa appagare il BSS.
- Verso ciascun livello dovranno essere impostate strategie di
inglobamento (inserire la nuova modalità di risposta al BSS nella
propria offerta) o di superamento (creazione di valore superiore).
- La competitività è correlata positivamente alla capacità di
diversificazione della propria offerta in relazione ai mutamenti della
domanda e dei trend di scelta esistenti nei consumatori, rispetto al
modo di soddisfare il bisogno sottostante.
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- La competitività dipende dalla capacità dell’azienda di far rientrare i
propri prodotti/servizi tra le modalità praticabili percepite dal
cliente di risoluzione dei propri bisogni (consideration-set).
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- La competitività dipende dalla capacità di saper vendere, prima del
prodotto:
- Il bisogno sottostante alla categoria d'appartenenza (vendita del
bisogno);
- le qualità dell'impresa come partner affidabile (vendita
dell’immagine);
- la credibilità del settore di appartenenza aziendale (vendita del
sistema);
- la propria credibilità personale (vendita del venditore stesso).
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- La customer satisfaction dipende:
- dall'individuazione esatta del quadro di partenza (oggettivo e
psicologico) del cliente (X);
- dalla esatta identificazione degli obiettivi, dalla loro
individuazione, emersione e chiarificazione (Y), in termini di effetti
attesi;
- dallo sviluppo di soluzioni atte a ridurre la distanza X-Y (gap);
- dalla identificazione ed esplicitazione delle tempistiche e delle
modalità esecutive;
- dalla valutazione esatta e successivo reperimento delle risorse di
investimento necessarie a colmare il gap.
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- La competitività è correlata alla capacità aziendale di identificare il
vero vettore di sviluppo del prodotto/servizio
- Il vettore di sviluppo rappresenta il percorso evolutivo che porta il
prodotto sempre più vicino al Bisogno Sottostante Servito (BSS)
- La competitività si correla al grado di centratura del marketing e della
produzione sul vettore di sviluppo e alla sua capacità di
implementazione in progetti concreti
- Si correla positivamente alla considerazione del marketing come
strumento di comprensione e anticipazione del bisogno nel mercato,
opposta ad una concezione di marketing come strumento di promozione
dell’esistente.
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- La straordinarietà del prodotto/servizio emerge come differenziazione
tra innovazioni/caratteristiche migliorative prevedibili e
innovazioni/caratteristiche non prevedibili ma centrali rispetto ai BSS
(customer dreams).
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- La competitività dipende dal livello di sinergia tra marketing,
produzione e utilizzatore/cliente nella fase di progettazione del
prodotto o servizio.
- Il principio ispiratore di ogni settore aziendale deve essere
l’orientamento a meglio soddisfare i BSS, prevedendo e anticipando le
caratteristiche più vicine alle evoluzioni delle aspettative ed ideali
del cliente (presenti e latenti)
- Il coinvolgimento del consumatore nella ricerca sul prodotto ideale e
l’investigazione in profondità delle sue aspirazioni e desideri sono un
prerequisito per la creazione di prodotti competitivi.
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- La competitività dipende dalla capacità di soddisfazione del cliente,
determinata ad ogni livello della sfera di rapporto cliente-impresa:
prodotto, distribuzione, prezzo, comunicazione (immagine e rapporti
umani).
- Dovranno quindi essere realizzate azioni di progettazione per:
- La customer satisfaction di prodotto/servizio (product satisfaction);
- La customer satisfaction di prezzo (price satisfaction);
- La customer satisfaction distributiva (distribution satisfaction);
- La customer satisfaction di comunicazione, informazione e immagine
(communication satisfaction, information satisfaction, image
satisfaction);
- La customer satisfaction delle relazioni personali (relationship
satisfaction).
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- La competitività dipende dalla capacità aziendale di generare:
- aumento di fruibilità del prodotto;
- riduzione dei tempi e delle distanze di acquisto;
- azzeramento dello sforzo di approvvigionamento a carico del cliente;
- qualità relazionale nei sistemi di contatto distributivo (nei contatti
umani e nei contatti mediati).
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- La competitività dipende dalla capacità aziendale nel creare relazioni
di qualità con i propri pubblici (interni ed esterni), clienti e
partner, ed in generale ogni stakeholder
- La qualità relazionale deriva dall’espressione di comportamenti ad alta
affidabilità e trasparenza, uniti
all’utilizzo di capacità di ascolto ed empatia elevate.
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- La competitività dipende dall’identificazione di canali distributivi
adeguati e dalla creazione di un rapporto di reciproca soddisfazione tra
canale di vendita e azienda.
- La forza del rapporto dipende sia dalla adeguata remunerazione materiale
che dalla qualità di rapporto in entrambe le parti.
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- La competitività dipende dal grado di controllo aziendale sui
comportamenti di ogni elemento della catena del valore, in termini di
adeguatezza agli standard aziendali. Tra questi:
- Personale di contatto e front-line aziendale
- Personale della distribuzione
- Personale di vendita e reti di vendita
- Personale di assistenza
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- La competitività dipende:
- dalla capacità di creare un pacchetto di offerta di valore tale da
giustificare il prezzo, creando un prezzo psicologico (somma del dare o
somma delle privazioni) più basso del vantaggio/utilità ricevuto (somma
dei risultati, effetti positivi totali dell'acquisto), e quindi:
- dalla capacità di riposizionare il prezzo rispetto ai benefici
risultati dall’acquisto;
- dalla capacità di riduzione del prezzo percepito.
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- Le promesse di vendita non corrisposte distruggono il valore d’immagine
aziendale e sono controproducenti per il marketing e la competitività.
- Nessun prezzo è eccessivo se il prodotto/servizio produce veramente il
risultato atteso, e questo risultato è davvero importante per il
cliente.
- Il prezzo risulta eccessivo solo quando:
- (1) Le promesse di vendita non vengono mantenute;
- (2) esiste scarsa percezione -
nel cliente - dell’importanza del risultato.
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- La competitività dipende dalla capacità di creare immagine nel prodotto
e nell'azienda/marchio. L'immagine ricercata è guidata dal concetto di
sé ideale del cliente target, con il quale realizzare consonanze e
associazioni proiettive.
- Il successo di strategie di Image Building si realizza quanto più il
soggetto identifica nell'offerta/prodotto/marchio una porzione
espressiva del proprio vissuto ideale e uno strumento per il
raggiungimento del sé ideale.
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- Lo sviluppo competitivo dipende dalla gestione dei flussi di valore
azienda-fornitore:
- 1a - Saper gestire i flussi materiali in ingresso dal fornitore
(qualità e prestazioni di merci e servizi acquistate) = competenze
nelle tecniche di acquisto;
- 1b - Saper gestire ed incrementare i flussi immateriali dai fornitori
(scelta dei marchi e utilizzo dell’ “aura” o prestigio del fornitore
per incrementare il nostro valore, continuatività, ingresso di
know-how, ecc..) = scelta di “partner di fornitura”, capacità di
stabilire accordi chiari e di mutua soddisfazione con il fornitore;
- 4a - Saper gestire correttamente i flussi materiali dall’azienda al
fornitore = pagare equamente i
fornitori, con flussi corrispondenti al valore, rispetto dei tempi e
degli impegni di pagamento presi con il fornitore;
- 4b - Saper creare flussi immateriali per il fornitore, al fine di
conseguire riduzioni di prezzo o altre forme di scambio/baratto =
pianificare gli acquisti che possono essere pianificati, mettere in
atto altre forme di comportamento di acquisto in grado di erogare
valore al fornitore, sviluppare correttezza nei rapporti umani,
know-how in uscita, garanzie di continuità nell’acquisto, ecc..;
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- Lo sviluppo competitivo dipende dalla gestione dei flussi di valore
azienda-cliente:
- 3a - Saper incrementare i flussi materiali in ingresso dal cliente =
saper gestire i pagamenti del cliente, i loro ammontari, tempi e modi,
garantendo forme di corresponsione adeguate e non inferiori al dovuto;
non accettare compensi inferiori, rispetto a quanto serve per
realizzare un lavoro di qualità.
- 3b - Sviluppare la capacità di ottenere flussi immateriali dai clienti
= creazione di immagine utilizzando il prestigio del marchio per cui si
lavora, ottenere pianificazioni di acquisto e acquisti ripetuti,
opposti a vendite sporadiche (fidelizzazione del cliente); saper
scegliere clienti che assicurino pagamenti corretti e puntuali e con i
quali si possa sviluppare un rapporto di soddisfazione. Il costo della
gestione di un cliente relazionalmente difficile supera molto presto il
ricavo ottenibile, sottraendo tempo ed energie mentali preziose
utilizzabili su altri progetti;
- 2a - Saper creare valore nei flussi materiali in uscita verso i
clienti = progettare e vendere
prodotti intrinsecamente utili per il target, dotati di efficacia
risolutiva o preventiva reale sui bisogni, sviluppare customer
satisfaction di prodotto e qualità tecnica;
- 2b - Saper creare valore nei flussi immateriali offerti al cliente =
sviluppare qualità relazionale e creare un’immagine di affidabilità: il
cliente deve potersi fidare della parola dell’azienda, non in quanto
atto dovuto, bensì sulla base delle dimostrazioni di serietà da essa
fornite (relationship record o storia del rapporto dal punto di vista
delle dimostrazioni di affidabilità date in passato); saper corredare
il prodotto/servizio di informazioni e comunicazioni di qualità, saper
assicurare continuatività nella fornitura, reperibilità,
rintracciabilità dei prodotti, delle persone e delle responsabilità,
creare prospettive di ingresso in network virtuosi, erogare know-how al
cliente (dal punto di vista tecnico, culturale, manageriale).
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- Realizzazione: www.studiotrevisani.it
- Copyright: per i testi pubblicati: Franco Angeli Editore, Milano; per i
materiali autonomi: Studio Trevisani Human Performance & Communication
Research, Ferrara.
- Ogni diritto riservato. Vietata la riproduzione anche parziale senza
l’autorizzazione dei titolari del copyright
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