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Dal capitolo 1 del volume "Psicologia di marketing e pulsioni d'acquisto" di Daniele Trevisani, editore Franco Angeli, Milano. In fase
di stampa. |
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Come ragiona un buyer? Possiamo
sviluppare una teoria che includa le componenti materiali e immateriali, le
valutazioni mentali e monetarie del cliente, utilizzabile sia nella
formazione che nella pratica aziendale? |
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Questo è il problema trattato
nel capitolo 1. Forniamo qui una sintesi di un passaggio fondamentale del
capitolo. |
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Tra i temi trattati: |
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Le dimensioni nascoste del costo di acquisto |
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Le dimensioni nascoste del rientro di acquisto |
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La nascita della decisione di acquisto |
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1.1. Ponderazione cognitiva nell’acquisto: una nuova teoria
centrata sul cliente |
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L’analisi delle pulsioni
si pone l’obiettivo di capire quali leve
decisionali scattano, portando un soggetto a
separarsi da un valore (il proprio denaro, il proprio tempo, ed altri valori
per sé importanti) in cambio di altro (una prestazione, un bene, un servizio,
un favore). L’analisi dei meccanismi mentali che avvengono durante una
scelta deve portarci a riflettere su quali siano le aree del pensiero umano
coinvolte nella decisione. |
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Gli studi sono in corso, ma
possiamo qui anticipare alcuni risultati, che costituiscono un punto fermo
del presente volume e del prossimo in fase di elaborazione, dedicato alla
comunicazione frontale. |
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I primi risultati delle nostre
ricerche evidenziano due fenomeni: |
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§
il costo di acquisto reale è molto diverso dal
costo monetario: il costo di acquisto è una
sommatoria di costi economici e costi psicologici - correlati
all’acquisto - che il cliente anticipa, percepisce, teme o prevede. |
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§
Il rientro percepito derivante
dall’acquisto è molto diverso dal bene o proprietà realmente acquisito: anche in questo caso sono presenti (con forza maggiore o
minore) flussi di valore psicologico che influenzano la percezione di valore
del bene o servizio acquistato. Pertanto, anche il rientro totale
dell’acquisto è una somma: beni materiali (o servizi) più rientri
psicologici di varia natura. |
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Possiamo quindi parlare di un
Costo Totale di Separazione (CTS: sommatoria del denaro o beni ceduti + costi
psicologici connessi all’acquisto) e di un Rientro Totale
dell’Acquisto (RT, sommatoria dei rientri fisici e di servizio +
rientri psicologici). |
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In generale, affinché avvenga un
acquisto, il costo totale di separazione (separazione da denaro + costi
psicologici) deve essere inferiore al rientro totale dell'operazione (rientro
fisico o in servizi + rientro psicologico). |
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1.1.1.
Il costo psicologico latente |
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Acquistare non richiede
unicamente un esborso in denaro. Spesso un acquisto si carica di costi
psicologici nascosti che ne aumentano il gravame. |
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Ad esempio, ipotizziamo che
un’azienda riceva una proposta di passaggio ad un nuovo sistema
operativo per i propri PC. Se essa ha appena terminato un costoso programma
di formazione per il personale sul vecchio sistema operativo, il costo di
acquisto si caricherà di ansie e preoccupazioni non monetarie (costi
psicologici). Ad esempio, può nascere la percezione che l’investimento
precedente in formazione diventerebbe immediatamente inutile. |
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Un secondo costo psicologico può
essere di natura relazionale e d’immagine. Il buyer che decide di
passare al nuovo sistema operativo potrebbe venire giudicato dai dipendenti
come incapace di programmare (Perché mi avete fatto fare
un corso su questo sistema operativo, se poi appena appreso non lo devo
utilizzare, e devo iniziare da capo? - potrebbe
chiedersi il dipendente). Di questa reazione negativa attesa il buyer può
sentire con forza il peso, e decidere di non acquistare, soprattutto temendo
le ripercussioni nell’ambiente circostante, anche se la valutazione del
prodotto è buona. |
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Un altro esempio di costo
psicologico nascosto è connesso al costo valoriale di una scelta. Una scelta
di acquisto viene soppesata anche alla luce dei valori sottostanti. Ad
esempio, per un ecologista/animalista convinto, acquistare un hamburger non
significa unicamente sborsare alcuni dollari, ma rifiutare a tutti i valori
in cui crede. Il costo psicologico in questo caso è enormemente superiore al
costo monetario. Lo stesso vale (nell’ecologista) per l’acquisto
di una pelliccia, o di un’auto che consuma molto. |
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I costi psicologici si dividono
quindi, nella nostra prima categorizzazione, in costi psicologici personali
(effetti indesiderati dell’acquisto legati ai propri valori o credenze)
e in costi sociali o normativi (determinano un non-acquisto causato delle
possibili reazioni negative degli altri: colleghi, amici, parenti, superiori,
ecc.). |
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Tra i costi psicologici
rientrano possibili perdite di immagine, di valori, cambiamenti di abitudini
consolidate, diminuzioni di sicurezza, calo di approvazione sociale,
riduzioni di qualità della vita, aumento di ansie e tensioni, e altre
preoccupazioni legate in qualche modo (nella mente del cliente)
all’atto di acquisto. Esse incidono sul comportamento di acquisto anche
se frutto di immaginazione o basate su dati in realtà non fondati. |
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Fig. 1.5 - Modello preliminare
di Costo Totale |
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Analizziamo un caso ulteriore di
acquisto di innovazione: l’implementazione di un sistema di e-commerce
aziendale, proposto ad un imprenditore. Potremmo scoprire ad esempio che il
costo di separazione sottostante non riguarda il solo denaro necessario (il
costo del sistema), ma include anche l’anticipazione di una perdita di
controllo. L'imprenditore sente che altri in azienda (es: gli informatici, o
i nuovi esperti di internet marketing) e non più lui, capiranno cosa sta
accadendo e come gestire l'impresa. Questo provoca riduzione del senso di
autostima e caduta del ruolo. |
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Questi costi psicologici
nascosti possono essere il fuoco che alimenta le obiezioni di superficie.
Capirli, per poi gestirli, è assolutamente necessario. |
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1.1.2.
Il rientro psicologico latente |
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Così come il costo totale si
carica di costi psicologici latenti, il rientro totale si può caricare di
rientri psicologici addizionali. I rientri possono infatti essere sia
funzionali (utilizzo il prodotto che mi mancava e mi serviva), che
psicologici (l’atto di acquisto in se apre orizzonti psicologici
positivi). |
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Ipotizziamo un buyer di fronte
ad un acquisto di un nuovo sistema operativo per i PC aziendali (costo:
100.000 dollari iniziali), con prove che esso consenta di risparmiare 100.000
dollari annui in costi di manutenzione, per una durata del sistema di 5 anni,
producendo inoltre una maggiore affidabilità complessiva. In totale,
l’operazione diviene a costo 0 per il primo anno, e consente un
guadagno di 100.000 dollari per i restanti 4 anni. Ma fino a questo punto
saremmo all’interno dei rientri funzionali. |
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Il rientro psicologico è dato
dal fatto che a quel punto il buyer sarà diventato improvvisamente colui il
quale ha saputo reperire importanti risorse addizionali per l’azienda,
denaro fresco da investire in nuovi progetti. |
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Questo può costituire un motivo
di vanto e una spinta addizionale ad un ambito passaggio di grado, che la
persona attende da anni. In altre parole, l’acquisto non viene più
valutato puramente in termini di rientri fisici o funzionali, ma viene valorizzato
da rientri psicologici (potere, carriera, immagine personale in azienda), e
questo ne aumenta il valore. Il flusso di rientro si carica di orizzonti
psicologici positivi, personali o legati alla reazione attesa dei gruppi di
riferimento (sociali/normativi). |
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Il vero problema nasce quando il
buyer diventa sensibile unicamente al fattore risparmio e non ai flussi di
valore addizionali che una proposta può apportare (innovazione, skills,
know-how). Questa focalizzazione sui soli costi rappresenta una vera patologia
cognitiva del buyer, che danneggia l’impresa per la quale lavora, anche
se a volte è l’impresa stessa ad infondere nel buyer tale cultura. |
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Esaminiamo un caso diverso,
l’imprenditore che acquista il sistema di e-commerce evoluto. In questo
caso l’acquisto rappresenta non solo un salto di qualità nel management
commerciale, ma un motivo di vanto presso il gruppo di imprenditori e colleghi
che lo circondano. Sostanzialmente, diventa fonte di orgoglio e
autorealizzazione, facendo sentire l’imprenditore come colui che ha
saputo portare l’innovazione nell’azienda. In questo secondo caso
avremo un carico addizionale di self-image che aumenta il peso del rientro
psicologico totale. |
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L’atto di acquisto va
gestito, da parte dell’operatore di marketing, ponendo attenzione sia
ai costi psicologici latenti che ai rientri psicologici potenziali. |
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Fig. 1.6 - Modello preliminare
di Rientro Totale |
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La scelta di acquistare o meno
emerge da un insieme di ponderazioni relative al costo totale e al rientro
totale dell’operazione di acquisto. |
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Fig. 1.7 - Relazione
costo/rientro come fattore decisionale del cliente |
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La probabilità di acquisto
emerge come funzione della differenza tra i due quadranti. |
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Formula della probabilità di
acquisto in base al bilanciamento cognitivo |
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§
Probabilità di acquisto = (Rientro Totale
Funzionale + Rientro Totale Psicologico) - (Costo di Separazione Economico +
Costi Psicologici) |
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§
In sintesi: P.A. = (RTF + RTP) - (CSE + CP) |
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In termini di strategie aziendali di vendita, il
percorso psicologico del venditore deve esplorare entrambi i quadranti.
Soprattutto, la comunicazione di vendita deve possedere l'abilità di (1)
creare interesse per il rientro totale, sviluppando argomentazioni che si
basino sulle utilità soggettive del cliente, e (2) creare un posizionamento
percettivo efficace del costo di separazione totale (strategia di framing dell'investimento). In altre parole, la strategia di framing deve riuscire
nell'intento di minimizzare il costo psicologico per il cliente. |
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Il modello Costo Totale /
Rientro Totale, sopra esposto, è importante per la nostra elaborazione in
quanto ci permette di affrontare un problema: il focus
della comunicazione (pubblicitaria o di vendita),
troppo spesso incentrato sulla emissione di parole a vuoto, che non hanno
relazione con le utilità soggettive del cliente, con i costi latenti e i rientri psicologici latenti. |
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Principio 1 - Della differenza
positiva tra rientro totale psicologico e costo totale psicologico |
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La competitività aziendale dipende dalla capacità
di: |
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capire i costi totali di separazione connessi
all'acquisto (costi monetari + costi psicologici percepiti o latenti) e
saperli ridurre tramite la comunicazione; |
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·
sviluppare comunicazione efficace in grado di
esaltare l'intensità dei rientri totali (funzionali e psicologici), sapendo
inserire valore psicologico nel pacchetto di offerta; |
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sviluppare comunicazione efficace relativa al
bilancio totale dell'operazione di acquisto, in cui i rientri totali
percepiti (funzionali e psicologici) superino i costi totali percepiti
(economici e psicologici). |
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Copyright Franco Angeli Editore,
dal Volume di Daniele Trevisani "Psicologia di Marketing e
Comunicazione" |
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(in corso di pubblicazione) |
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Il volume "Psicologia di
Marketing e Comunicazione rappresenta il secondo volume del metodo ALM" |
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Per visualizzare il lavoro
precedente, vedi il seguente link: |
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Riassunto del primo
volume pubblicato sul metodo ALM: "Competitività Aziendale",
Milano, Angeli, 2000. |
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www.studiotrevisani.it |
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